23 Gennaio 2017
#seowebreputation

Per essere credibile e autorevole, il brand deve avere una buona reputazione online: basta un errore o una svista - ad esempio una cattiva gestione del servizio clienti o un crollo qualitativo dei servizi e prodotti offerti - per far proliferare i feedback negativi e infangare la propria immagine.

Ma gli errori accadono, oppure alcuni concorrenti particolarmente agguerriti possono decidere di intaccare la brand reputation. L’attività SEO corre allora in nostro aiuto: in quale modo?

Monitorare la propria web reputation con la SEO

Se si gestisce l’immagine online del proprio brand o di quello di un cliente, è necessario tenere la situazione costantemente monitorata.

Il monitoraggio è utile per intervenire in tempo, prima che la negativizzazione degeneri, e per poter agire con un margine temporale adeguato: interventi SEO talvolta hanno riscontro solo a distanza di settimane, spesso di mesi.

Ecco alcuni suggerimenti per tenere monitorata la propria web reputation.

Analisi della presenza online

Tutto deve avere inizio da un’accurata analisi:

  • Com’è attualmente posizionato il sito web dell’azienda?
  • Su quali canali social è presente?
  • Come è gestita l’interazione azienda - utente e con che livello di qualità è svolto il servizio clienti sui social network?

L’analisi è utile per capire dove l’immagine è stata intaccata e con quali modalità. Da lì si riesce a preparare una strategia e impiegare le forze secondo le peculiarità di ciascun mezzo / media.

Se si prende in mano una problematica relativa a un cliente di cui non si conosce lo storico, un primo step può essere quello di avvalersi di tool come Namechk che ci dice quali domini e quali profili social sono attualmente usati o liberi per il nome inserito.

Controllo della SERP

SERP è acronimo di “Search Engine Results Page”, ovvero “pagina dei risultati del motore di ricerca”. è semplicemente la pagina agglomerato di URL che ci viene restituita in Google o Bing quando inseriamo nel campo di ricerca una o più parole chiave.

Esistono molti tool (come Semrush, giusto per citare uno dei più famosi) che aiutano a controllare l’andamento del proprio sito nei motori di ricerca, in questi termini:

  • Per quante e quali keyword siamo posizionati;
  • Quali e quanti siti ci linkano;
  • Quali e quanti siti parlano di noi (bene o male);
  • Come la concorrenza lavora per migliorare la propria immagine a discapito della nostra.

Intelligenza umana e uso degli strumenti: un potente mix per tenere sotto controllo cosa accade nel web e come il brand è riconosciuto e percepito.

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